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lunedì 6 aprile 2015

"Coopetion" via maestra per generare benefìci individuali e collettivi

Viaggio nel futuro andata e ritorno
 
La prima settimana in visita ai colossi della Silicon Valley, la seconda immerso in quel caleidoscopio di visioni cambiamondo che è la Singularity University. Cosa ho imparato? In parte l’ho raccontato a caldo, con dei video quotidiani realizzati col mio cellulare, postati sul mio profilo facebook e su questo blog. Nel video che segue, avrete modo di rivederli, se lo vorrete. Ma non mi sono fermato a quelle prime, concitate riflessioni, scaturite dall’adrenalina e dalla meraviglia di nuove conoscenze a portata di mano.
I giorni successivi al mio rientro in Italia sono stati l’occasione per far decantare la raffica di suggestioni e idee dirompenti a cui vieni esposto durante un’esperienza del genere. E mi sono reso conto che il mio “viaggio nel futuro” ha esteso la portata delle riflessioni sui temi che mi stanno più a cuore, quei temi che ho portato con me nelle vesti di speaker sul palco del World Business Forum e degli altri eventi internazionali (e di cui in questo blog trovate i videoracconti): il giusto profitto, l’interconnessione tra individui come occasione epocale di cambiamento, di inclusione di un numero crescente di esseri umani alla costruzione del domani. Che non sarà certo roseo a priori. Al contrario: sarà segnato da problemi crescenti che richiedono fin da subito l’elaborazione di soluzioni, idee, invenzioni.
Torno dal viaggio nelle meraviglie fanta-tecnologiche con una certezza: al centro di tutto, c’è l’uomo.
Da settimane danzo col pensiero attorno a un concetto che mi avvince e ispira, quello di Umanesimo Digitale. Quello spazio di possibilità che si crea al crocevia tra i princìpi dell’Economia 0.0 e la Tecnologia, intesa come la pervasività digitale che è cifra della nostra epoca. Un’epoca in cui le potenzialità di un cambiamento globale non sono più ingabbiate nella classica dicotomia tra “rivoluzione” e “evoluzione”, tra strappo fulmineo ma violento e modificazione democratica ma lenta. E in cui tutti quanti, dai singoli cittadini alle aziende, agli Stati, alle comunità scientifiche e di pensiero, possono giocarsela su un terreno nuovo. Quello della “coopetion”, ibrido di competizione e collaborazione. Via maestra per fare la differenza, per generare benefìci tanto individuali quanto collettivi, capaci di pervadere l’insieme in cui noi tutti esistiamo.
E’ davvero un momento fantastico per essere vivi.

 

 

L’epoca delle meraviglie? È qui e ora

 Intervento pubblicato su Panorama del 12 Marzo 2015

Mancanza di energia, acqua, cibo. Sovrappopolazione, povertà, terrorismo, guerre, malattie. Minacce all’ambiente, ai sistemi scolastici, alle democrazie. Problemi irrisolvibili? Troppo globali e interconnessi per immaginare di poter intervenire? Eppure, per provare a risolverli, ci stiamo dotando di strumenti dal potenziale incredibile.
Due settimane in Silicon Valley, la seconda nella visionaria Singularity University, la cui missione è educare, ispirare e dare forza ai leader del domani per applicare le tecnologie esponenziali e vincere le grandi sfide dell’Umanità, e ne sono sempre più convinto: a dispetto delle piaghe che affliggono il pianeta, questo è in assoluto il momento migliore di tutta la storia della nostra specie per essere vivi. Perché mai come adesso cambiamenti epocali sono a portata di mano.
Ray Kurzweil, artefice della Singularity University, nel suo “La singolarità è vicina” scrive: “…il ritmo del cambiamento accelera. L’evoluzione della scienza e della tecnologia non è un processo lineare, ma esponenziale: la sua stessa accelerazione tende ad aumentare. E la crescita esponenziale è esplosiva, a un certo punto procede tanto veloce da provocare un salto qualitativo. Tre aree, in particolare, la stanno preparando: l’ingegneria genetica, la nano-tecnologia, l’intelligenza artificiale forte; e l’evoluzione di ciascuna favorisce e accelera l’evoluzione delle altre. Quale sarà il risultato? Un formidabile potenziamento degli esseri umani, che grazie a queste tecnologie saranno in grado di superare la loro biologicità”.
Presto assisteremo a un grande processo di democratizzazione che imporrà un cambio di assetto mentale impensabile per la maggior parte di noi. Grazie alla dematerializzazione dei prodotti e dei servizi, ciascuno sarà nella condizione di potersi autoprodurre oggetti ed energia. Molti settori conosceranno una deregolamentazione senza precedenti. Nel 2020 oltre 5 miliardi di persone e 50 miliardi di device saranno interconnessi.
La lista delle meraviglie è lunga e sorprendente. In medicina ogni anno si generano già oggi più informazioni di quelle prodotte in tutta la storia dell’umanità e con 1000 dollari si può conoscere il proprio DNA. Presto potremo valutare 10 mila indicatori con un semplice esame del sangue, diagnosticare malattie fin dall’infanzia, stampare in 3D qualunque cosa, dal cibo agli organi, o guardarci allo specchio e vedere la simulazione dell’effetto di una malattia o di una cattiva abitudine alimentare.
Questo è il momento perfetto per riprenderci la nostra vita, in viaggio dalla dimensione plurisecolare lineare a quella esponenziale. Un’ondata che metterà in crisi i centri del potere tradizionali, scontrandosi con immobilità e anacronismi. I governi, i regolatori e le istituzioni, in affondamento perenne tra le sabbie mobili della burocrazia e per questo incapaci di prendere decisioni innovative ed efficaci. Le aziende, imprigionate in abitudini procedurali e schemi mentali dei manager. Quella scuola che insegna oramai soltanto il passato e quella società civile miope perché impregnata di pessimismo e fatalismo. E invece, la Società Esponenziale è alla nostra portata. E ognuno di noi potrà incidere. Fonte: http://www.oscardimontigny.it/lepoca-delle-meraviglie-e-qui-e-ora/